Jobs Act: i decreti attuativi

Il Consiglio dei Ministri del 24 dicembre scorso ha presentato i decreti attuativi della legge delega per la riforma del lavoro, il cosiddetto Jobs Act (che trovate, in versione integrale, qui).

Le novità principali riguardano:
il contratto “a tutele crescenti” per i nuovi assunti;
l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori;
la nuova disciplina degli ammortizzatori sociali, che introduce l’ASPI, un’indennità di disoccupazione.

In attesa della valutazione delle commissioni parlamentari e della definitiva approvazione, vi proponiamo i testi completi.

1. Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183.

Art. 1 – Campo di applicazione.
Per i lavoratori che rivestono la qua
lifica di operai, impiegati o qua
dri, assunti con contratto di
lavoro subordinato a tempo indeterm
inato a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, il regime di tutela nel ca
so di licenziamento illegittimo è
disciplinato dalle disposizioni di
cui al presente decreto.
Nel caso in cui il datore di la
voro, in conseguenza di assunzio
ni a tempo indeterminato avvenute
successivamente all’entrata in vigore del presente
decreto, integri il requisito occupazionale di cui
all’articolo 18, ottavo e nono comma, della le
gge 20 maggio 1970, n. 300, il licenziamento dei
lavoratori, anche se assunti precedentemente a tale
data, è disciplinato dalle disposizioni del
presente decreto.
Art. 2 – Licenziamento discriminatori
o, nullo e intimato in forma orale.
Il giudice, con la pronuncia con la
quale dichiara la nul
lità del licenziamento perché discriminatorio
ovvero riconducibile agli altri casi
di nullità espressamente previsti
dalla legge, ordina al datore di
lavoro, imprenditore o non impre
nditore, la reintegrazione del
lavoratore nel posto di lavoro,
indipendentemente dal motivo formalmente addott
o. A seguito dell’ordine
di reintegrazione, il
rapporto di lavoro si intende riso
lto quando il lavoratore non abbia
ripreso servizio entro trenta
giorni dall’invito del datore di la
voro, salvo il caso in cui abbia rich
iesto l’indennità di cui al terzo
comma del presente articolo. Il regime di cui al pr
esente articolo si applica anche al licenziamento
dichiarato inefficace perché intimato in forma orale.
Con la pronuncia di cui al comma
1, il giudice condanna altresì il da
tore di lavoro
al risarcimento
del danno subito dal lavoratore per il licenziamento di
cui sia stata accertata la
nullità e l’inefficacia,
stabilendo a tal fine un’indennità commisurata all’u
ltima retribuzione globale di fatto maturata dal
giorno del licenziamento sino a quello dell’effettiva
reintegrazione, dedotto quanto percepito, nel
periodo di estromissione, per lo svolgimento di altr
e attività lavorative. In
ogni caso la misura del
risarcimento non potrà essere inferiore a cinque me
nsilità della retribuzione
globale di fatto. Il
datore di lavoro è condannato, altresì, per il
medesimo periodo, al versamento dei contributi
previdenziali e assistenziali.
Fermo restando il diritto al risarcimento del danno co
me previsto al comma 2, al lavoratore è data la
facoltà di chiedere al datore di
lavoro, in sostituzione della re
integrazione nel posto di lavoro,
un’indennità pari a quindici mensilità dell’ultima
retribuzione globale di fatto, la cui richiesta
determina la risoluzione del
rapporto di lavoro, e che non è
assoggettata a contribuzione
previdenziale. La richiesta dell’indennità deve
essere effettuata entr
o trenta giorni dalla
comunicazione del deposito della pronuncia o dall’invito
del datore di lavoro a riprendere servizio,
se anteriore alla predetta comunicazione.
Art. 3 – Licenziamento per giusti
ficato motivo e giusta causa.
Salvo quanto disposto dal comma 2 del presente ar
ticolo, nei casi in cui
risulta accertato che non
ricorrono gli estremi del licenziamento per gius
tificato motivo oggettivo o
per giustificato motivo
soggettivo o giusta causa, il giudice
dichiara estinto il rappor
to di lavoro alla data del licenziamento

e condanna il datore di lavoro
al pagamento di un’indennità no
n assoggettata a contribuzione
previdenziale di importo pari a due mensilità dell’ul
tima retribuzione globale di fatto per ogni anno
di servizio, in misura comunque
non inferiore a quattro e non supe
riore a ventiquattro mensilità.
Esclusivamente nelle ipotesi di licenziamento pe
r giustificato motivo sogget
tivo o per giusta causa
in cui sia direttamente dimostrata
in giudizio l’insussistenza del fatto materiale contestato al
lavoratore, rispetto alla qual
e resta estranea ogni valutazi
one circa la sproporzione del
licenziamento, il giudice annulla il
licenziamento e condanna il datore
di lavoro alla reintegrazione
del lavoratore nel posto di lavoro e al pagamento
di un’indennità risarcitoria commisurata all’ultima
retribuzione globale di fatto dal giorno del licenziamento fino a quello dell’effettiva reintegrazione,
dedotto quanto il lavoratore abbia percepito per lo svolgimento di a
ltre attività lavorative, nonché
quanto avrebbe potuto percepire ac
cettando una congrua offerta di la
voro ai sensi dell’articolo 4,
comma 1, lett. c, del decreto legislativo 21 apri
le 2000, n. 181. In ogni caso la misura dell’indennità
risarcitoria relativa al periodo
antecedente alla pronuncia di rein
tegrazione non può essere superiore
a dodici mensilità dell’ultima retribuzione globale di
fatto. Il datore di lavoro è condannato, altresì,
al versamento dei contributi previdenziali e assi
stenziali dal giorno del li
cenziamento fino a quello
dell’effettiva reintegrazione. Al lavoratore è attribuita la facoltà di cui all’articolo 2, comma 3.
La disciplina di cui al comma 2 trova applicazion
e anche nelle ipotesi in
cui il giudice accerta il
difetto di giustificazione per motivo consistente ne
ll’inidoneità fisica o ps
ichica del lavoratore,
anche ai sensi degli articoli 4, comma 4, e
10, comma 3, della legge 12 marzo 1999, n. 68.
Al licenziamento dei lavoratori di cui all’articolo
1 non trova applicazione l’
articolo 7 della legge n.
604 del 1966.
Art. 4 – Vizi formali e procedurali.
Nell’ipotesi in cui il licenziamento sia intimato c
on violazione del requisito
di motivazione di cui
all’articolo 2, comma 2, della le
gge n. 604 del 1966 o della procedur
a di cui all’articolo 7 della
legge n. 300 del 1970, il giudice dichia
ra estinto il rapporto di lavoro
alla data del licenziamento e
condanna il datore di lavoro
al pagamento di un’indennità no
n assoggettata a contribuzione
previdenziale di importo pari a una mensilità dell’ul
tima retribuzione globale di fatto per ogni anno
di servizio, in misura comunque
non inferiore a due e non superior
e a dodici mensilità, a meno che
il giudice, sulla base della domanda del lavo
ratore, accerti la sussistenza dei presupposti per
l’applicazione delle tutele di cui agli
articoli 2 e 3 del presente decreto.
Art. 5 – Revoca del licenziamento.
Nell’ipotesi di revoca del
licenziamento, purché effettuata entro il
termine di quindici giorni dalla
comunicazione al datore di lavoro dell’impugnazione
del medesimo, il rapporto di lavoro si intende
ripristinato senza soluzione di c
ontinuità, con diritto del lavoratore
alla retribuzione maturata nel
periodo precedente alla revoca, e non trovano app
licazione i regimi sanz
ionatori previsti dal
presente decreto.
Art. 6 – Offerta di conciliazione.
In caso di licenziamento dei lavoratori di cui all’
articolo 1, al fine di ev
itare il giudizio e ferma
restando la possibilità per
le parti di addivenire a ogni altra modalità di conc
iliazione prev
ista dalla

legge, il datore di lavoro può offrir
e al lavoratore, entro
i termini di impugnazione
stragiudiziale del
licenziamento, in una delle sedi di cui all’
articolo 2113, comma 4, cod. civ., e all’articolo 82,
comma 1, del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276, un importo che non costituisce reddito
imponibile ai fini dell’imposta sul reddito delle
persone fisiche e non è asso
ggettata a contribuzione
previdenziale, di ammontare pari a una mensilità de
ll’ultima retribuzione gl
obale di fatto per ogni
anno di servizio, in misura comunque non inferior
e a due e non superiore a diciotto mensilità,
mediante consegna al lavoratore di un assegno circ
olare. L’accettazione dell
’assegno in tale sede da
parte del lavoratore comporta l’es
tinzione del rapporto alla
data del licenziamento e la rinuncia alla
impugnazione del licenziamento anche qualora
il lavoratore l’abbia già proposta.
L’onere derivante dalla disposizi
one di cui al comma 1 pari a due
milioni di euro per l’anno 2015,
settemilionienovecentomila euro per il 2016 e tredic
imilionieottocentomila euro per il 2017 è posto
a carico del fondo di cui all’ar
ticolo 1, comma 107, della legg
e di stabilità per il 2015.
Il sistema permanente di monitoraggio e valutazion
e istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della
legge 28 giugno 2012, n. 92, assicura il monitoraggio su
ll’attuazione della pr
esente disposizione.
Art. 7 – Computo dell’anzianità negli appalti.
Ai fini del calcolo delle indenni
tà e dell’impoto di cui all’articolo 3, comma 1, all’articolo 4, e
all’articolo 6, l’anzianità di serv
izio del lavoratore che passa a
lle dipendenze dell’impresa che
subentra nell’appalto si computa
tenendo conto di tutto il periodo
durante il quale il lavoratore è
stato impiegato nell’attività appaltata.
Art. 8 – Computo e misura delle indennità per frazioni di anno.
Per le frazioni di anno d’anzianità
di servizio, le indennità e l’im
porto di cui all’articolo 3, comma
1, all’articolo 4, e all’articolo
6, sono riproporzionati e le frazi
oni di mese uguali o superiori a
quindici giorni si comput
ano come mese intero.
Art. 9 – Piccole imprese e organizzazioni di tendenza.
Ove il datore di lavoro non raggi
unga i requisiti dimensionali di
cui all’articolo
18, ottavo e nono
comma, della legge n. 300 del 1970, non si applica
l’articolo 3, comma 2, e l’ammontare delle
indennità e dell’importo previsti
dall’articolo 3, comma 1, dall’artico
lo 4, comma 1 e dall’articolo 6,
comma 1, è dimezzato e non può in ogni caso superare il limite di sei mensilità.
Ai datori di lavoro non imprenditori
, che svolgono senza fine di lucr
o attività di natura politica,
sindacale, culturale, di istruzione ov
vero di religione o di culto, si
applica la disciplina di cui al
presente decreto.
Art. 10 – Licenziamento collettivo.
In caso di licenziamento colletti
vo ai sensi degli articoli 4 e 24 della legge 23 luglio 1991, n. 223,
intimato senza l’osservanza della forma scritta, si applica il regime sanzionatorio di cui all’articolo
2 del presente decreto. In caso di violazione delle
procedure richiamate al

l’articolo 4, comma 12, o

dei criteri di scelta di cui all’
art. 5, comma 1, della legge n. 233 del 1991, si applica il regime di cui
all’articolo 3, comma 1.
Art. 11 – Contratto di ricollocazione.
È istituito presso l’Istituto Nazi
onale della Previdenza Sociale il Fondo
per le politiche
attive per la
ricollocazione dei lavoratori in stato di disoccup
azione involontaria, al qual
e affluisce la dotazione
finanziaria del Fondo istituito dall’articolo 1, comma 215, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, in
ragione di 18 milioni di euro per l’anno 2015 e di
20 milioni di euro per il 2016 nonché, per l’anno
2015, l’ulteriore somma di 32 milioni di euro del gett
ito relativo al contributo di cui all’articolo 2,
comma 31, della legge 28 giugno 2012, n. 92.
Il lavoratore licenziato illegittimamente o per
giustificato motivo oggettivo o per licenziamento
collettivo di cui agli articoli 4
e 24 della legge 23 luglio 1991 n. 223,
ha il diritto di ricevere dal
Centro per l’impiego territorialmente competente
un voucher rappresentativo della dote individuale
di ricollocazione, a condiz
ione che effettui la procedura di de
finizione del profilo personale di
occupabilità, ai sensi del D.lgs. attuativo dell
a legge delega 10 dicembre 2014, n. 183, in materia di
politiche attive per l’impiego.
Presentando il voucher a una agenzia per il lavo
ro pubblica o privata accreditata secondo quanto
previsto dal D.lgs di cui al comma 2, il lavoratore ha
diritto a sottoscrivere con essa il contratto di
ricollocazione che prevede:
il diritto del lavoratore a una
assistenza appropriata nella ri
cerca della nuova occupazione,
programmata, strutturata e
gestita secondo le migliori tecniche
del settore, da parte dell’agenzia per
il lavoro;
il diritto del lavoratore al
la realizzazione da parte dell’agenz
ia stessa di iniziative di ricerca,
addestramento, formazione o riqualificazione pr
ofessionale mirate a sbocchi occupazionali
effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle capacità del lavoratore e alle condizioni del
mercato del lavoro nella zona ove il
lavoratore è stato preso in carico;
il dovere del lavoratore di porsi a di
sposizione e di cooperare con l’
agenzia nelle iniziative da essa
predisposte.
L’ammontare del voucher è proporzionato
in relazione al profilo persona
le di occupabilità di cui al
comma 2 e l’agenzia ha diritto a
incassarlo soltanto a risultato o
ttenuto secondo quanto stabilito dal
D.lgs. di cui al comma 2.
Art. 12 – Rito applicabile.
Ai licenziamenti di cui al presen
te decreto non si applicano le di
sposizioni dei commi da 48 a 68
dell’articolo 1 della legge n. 92 del 2012.

2. Disciplina della Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI)

Titolo I – Disciplina della Nuova prestazione di Assicurazione
Sociale per l’Impiego (NASpI)
Art. 1
Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI)
A decorrere dal 1 maggio 2015 è istituita presso la Gestione
prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui
all’articolo 24 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e nell’ambito
dell’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI) di cui all’art. 2
della legge 28 giugno 2012, n. 92, una indennità mensile di
disoccupazione, denominata Nuova prestazione di Assicurazione
Sociale per l’Impiego (NASpI), avente la funzione di fornire una
tutela di sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro
subordinato che abbiano perduto
involontariamente la propria
occupazione. La NASpI sostituisce le prestazioni di ASpI e
miniASpI introdotte dall’art. 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92
con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1
maggio 2015.
Art. 2
Destinatari
Sono destinatari della NASpI i lavoratori dipendenti con
esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche
amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le
disposizioni relative alla NASpI non si applicano inoltre nei
confronti degli operai agricoli a tempo determinato o
indeterminato, per i quali trovano applicazione le norme di cui
all’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 21 marzo 1988, n. 86,
convertito dalla legge 20 maggio 1988, n. 160, all’articolo 25
della legge 8 agosto 1972, n. 457, all’articolo 7 della legge 16

febbraio 1977, n. 37, e all’articolo 1 della legge 24 dicembre
2007, n. 247.
Art. 3
Requisiti
1.
La NASpI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto
involontariamente la propria occupazione e che presentino
congiuntamente i seguenti requisiti:
a.
siano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo
1, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 21 aprile
2000, n. 181, e successive modificazioni;
b.
possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio
del periodo di disoccupazione, almeno
tredici settimane
di contribuzione; e
c.
possano far valere diciotto giornate di lavoro effettivo
o equivalenti, a prescindere dal
minimale contributivo,
nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di
disoccupazione.
2.
La NASpI è riconosciuta anche ai lavoratori che hanno
rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di
risoluzione consensuale del rapporto
di lavoro intervenuta
nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge
15 luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 40
dell’articolo 1 della legge n. 92 del 2012.
Art. 4
Calcolo e misura
1. La NASpI è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini
previdenziali degli ultimi quattro anni utili, comprensiva degli
elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità
aggiuntive, divisa per il numero di settimane di contribuzione e
moltiplicata per il numero 4,33.

2. Nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore
nel 2015 all’importo di 1195 euro mensili, rivalutato annualmente
sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al
consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa
nell’anno precedente, l’indennità mensile è pari al 75 per cento
della retribuzione. Nei casi in cui la retribuzione mensile sia
superiore al predetto importo l’indennità è pari al 75 per cento
del predetto importo incrementato di una somma pari al 25 per
cento del differenziale tra la retribuzione mensile e il predetto
importo. L’indennità mensile non può in ogni caso superare nel
2015 l’importo massimo mensile di
euro 1300, rivalutato
annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei
prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati
intercorsa nell’anno precedente.
3. L’indennità è ridotta progressivamente nella misura del 3 per
cento al mese dal primo giorno del quinto mese di fruizione. Per
gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2016 tale
riduzione si applica dal primo giorno del quarto mese di
fruizione.
4. Alla NASpI non si applica il prelievo contributivo di cui
all’articolo 26 della legge 28 febbraio 1986, n. 41.
Art. 5
Durata
La NASpI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane
pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi
quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati
i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione
delle prestazioni di disoccupazione. Per gli eventi di
disoccupazione verificatisi dal 1 gennaio 2017 la durata di
fruizione della prestazione è in ogni caso limitata a un massimo
di 78 settimane.
Art. 6

Presentazione della domanda e decorrenza della prestazione
1. La NASpI è presentata all’INPS in via telematica, entro il
termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del
rapporto di lavoro.
2. La NASpI spetta a decorrere dal giorno successivo alla data di
presentazione della domanda e in ogni caso non prima dell’ottavo
giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.
Art. 7
Condizionalità
1. L’erogazione della NASpI è condizionata, a pena di decadenza
dalla prestazione:
a) alla permanenza dello stato di disoccupazione di cui
all’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21
aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
b) alla regolare partecipazione alle
iniziative di attivazione
lavorativa nonché ai percorsi di riqualificazione professionale
proposti dai Servizi competenti ai sensi dell’art.1 comma 2 lett.
g) del decreto legislativo 21 aprile 2000 n.181 e successive
modificazioni.
2. Con il decreto legislativo previsto all’articolo 1, comma 3,
della legge 10 dicembre 2014, n.183, sono introdotte ulteriori
misure volte a condizionare la fruizione della NASpI alla ricerca
attiva di un’occupazione e al reinserimento nel tessuto
produttivo.
3. Con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali,
di natura non regolamentare, da adottare entro 90 giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto sono determinate le
condizioni e le modalità per l’attuazione delle disposizioni di
cui al presente articolo nonché il sistema di sanzioni in caso di
inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di
politica attiva di cui al comma 1.

Art. 8
Incentivo all’autoimprenditorialità
1. Il lavoratore avente diritto alla corresponsione della NASpI
può richiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione,
dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non
gli è stato ancora erogato, a titolo di incentivo all’avvio di
un’attività di lavoro autonomo o di un’attività in forma di
impresa individuale o per associarsi in cooperativa.
2. L’erogazione anticipata in un’unica soluzione della NASpI non
dà diritto alla contribuzione figurativa né all’Assegno per il
Nucleo Familiare.
3. Il lavoratore che intende avvalersi della liquidazione in
un’unica soluzione della NASpI deve presentare all’INPS domanda di
anticipazione in via telematica entro 30 giorni dalla data di
inizio dell’attività autonoma o dell’associazione in cooperativa.
4. Se il lavoratore, aderendo a una cooperativa, instaura un
rapporto di lavoro subordinato, ai sensi dell’art. 1, comma 3,
della legge 3 aprile 2001, n. 142, l’importo della prestazione
anticipata compete alla cooperativa.
5. Il lavoratore che instaura un rapporto di lavoro subordinato
prima della scadenza del periodo per cui è riconosciuta la NASpI è
tenuto a restituirne per intero l’anticipazione ottenuta.
Art. 9
Compatibilità e cumulabilità con rapporto di lavoro subordinato
1. Il lavoratore in corso di fruizione della NASpI che instauri un
rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia
superiore al reddito minimo escluso da imposizione decade dalla
prestazione, salvo il caso in cui la durata del rapporto di lavoro
non sia superiore a sei mesi.
In tale caso la prestazione è
sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro e fino a un
massimo di sei mesi. La contribuzione versata durante il periodo
di sospensione è utile ai fini di cui agli articoli 3 e 5.

2. Il lavoratore in corso di fruizione della NASpI che instauri un
rapporto di lavoro subordinato il cui reddito annuale sia
inferiore al reddito minimo escluso da imposizione mantiene la
prestazione, a condizione che comunichi all’INPS entro un mese
dall’inizio dell’attività il reddito annuo previsto e che il
datore di lavoro o, qualora il lavoratore sia impiegato con
contratto di somministrazione, l’utilizzatore,
siano diversi dal
datore di lavoro o dall’utilizzatore per i quali il lavoratore
prestava la sua attività quando è cessato il rapporto di lavoro
che ha determinato il diritto alla NASpI e non presentino rispetto
ad essi rapporti di collegamento o di controllo ovvero assetti
proprietari sostanzialmente coincidenti. In caso di mantenimento
della NASpI, la prestazione è ridotta nei termini di cui
all’articolo 10 e la contribuzione versata è utile ai fini di cui
agli articoli 3 e 5.
3. Il lavoratore titolare di due o più rapporti di lavoro
subordinato a tempo parziale che cessi da uno dei detti rapporti a
seguito di licenziamento, dimissioni per giusta causa, o di
risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta
nell’ambito della procedura di cui all’articolo 7 della legge 15
luglio 1966, n. 604, come modificato dal comma 40 dell’articolo 1
della legge n. 92 del 2012, e il cui reddito sia inferiore al
limite utile ai fini della conservazione dello stato di
disoccupazione, ha diritto, ricorrendo tutti gli altri requisiti
previsti, di percepire la NASpI, ridotta nei termini di cui
all’articolo 10, a condizione che comunichi all’INPS entro un mese
dalla domanda di prestazione il reddito annuo previsto.
Art. 10
Compatibilità e cumulabilità con lo svolgimento di attività
lavorativa in forma autonoma
1. Il lavoratore in corso di fruizione di NASpI che intraprenda
un’attività lavorativa autonoma, dalla quale derivi un reddito
inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato

di disoccupazione, deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio
dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne.
La NASpI è ridotta di un importo pari all’80 per cento del reddito
previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra la data
di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di
godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno. La
riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata d’ufficio al
momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Il
lavoratore esentato dall’obbligo di presentazione della
dichiarazione dei redditi è tenuto a presentare all’INPS
un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato
dall’attività lavorativa autonoma.
2. La contribuzione relativa all’assicurazione generale
obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti versata
in relazione all’attività di lavoro autonomo non dà luogo ad
accrediti contributivi ed è riversata alla Gestione prestazioni
temporanee ai lavoratori dipendenti, di cui all’articolo 24 della
legge 9 marzo 1989, n. 88.
Articolo 11
Decadenza
1. Il lavoratore decade dalla fruizione della NASpI nei seguenti
casi:
a) perdita dello stato di disoccupazione;
b) inizio di un’attività lavorativa subordinata senza provvedere
alle comunicazioni di cui ai commi due e tre dell’articolo 9;
c) inizio di un’attività lavorativa in forma autonoma senza
provvedere alla comunicazione di cui all’articolo 10;
c) raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia
o anticipato;
d) acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità,
sempre che il lavoratore non opti per la NASpI;
e) violazione delle regole di condizionalità di cui all’art. 7.

4. La DIS-COLL, rapportata al reddito medio mensile come
determinato al precedente comma 3, è pari al 75 per cento dello
stesso reddito nei casi in cui il reddito mensile sia pari o
inferiore nel 2015 all’importo di 1195 euro mensili, annualmente
rivalutato sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei
prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati
intercorsa nell’anno precedente. Nei casi in cui il reddito medio
mensile sia superiore al predetto importo l’indennità è pari al 75
per cento del predetto importo incrementata di una somma pari al
25 per cento del differenziale tra il reddito medio mensile e il
predetto importo. L’indennità mensile non può in ogni caso
superare l’importo massimo mensile di euro 1300 nel 2015,
annualmente rivalutato sulla base della variazione dell’indice
ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli
impiegati intercorsa nell’anno precedente.
5. A partire dal primo giorno
del quinto mese di fruizione
l’indennità è ridotta progressivamente nella misura del 3 per
cento al mese.
6. La DIS-COLL è corrisposta mensilmente per un numero di mesi
pari alla metà dei mesi di contribuzione presenti nel periodo che
va dal primo gennaio dell’anno solare precedente l’evento di
cessazione del lavoro al predetto evento. Ai fini della durata non
sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad
erogazione della prestazione. La DIS-COLL non può in ogni caso
superare la durata massima di sei mesi.
7. Per i periodi di fruizione della DIS-COLL non sono
riconosciuti i contributi figurativi.
8. La DIS-COLL è presentata all’INPS in via telematica, entro il
termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del
rapporto di lavoro.
9. La DIS-COLL spetta a decorrere dal giorno successivo alla data
di presentazione della domanda e in ogni caso non prima
dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di
lavoro.

10. L’erogazione della DIS-COLL è condizionata alla permanenza
dello stato di disoccupazione di cui all’articolo 1, comma 2,
lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e
successive modificazioni, nonché alla re
golare partecipazione alle
iniziative di attivazione lavorativa e ai percorsi di
riqualificazione professionale proposti dai
Servizi competenti ai
sensi dell’art.1 comma 2 lett. g) del decreto legislativo 21
aprile 2000 n.181 e successive modificazioni. Con il decreto
legislativo previsto all’articolo 1, comma 3, della legge 10
dicembre 2014, n.183, sono introdotte ulteriori misure volte a
condizionare la fruizione della DIS-COLL alla ricerca attiva di
un’occupazione e al reinserimento nel tessuto produttivo.
11. In caso di nuova occupazione del lavoratore con contratto di
lavoro subordinato, la DIS-COLL è sospesa d’ufficio, sulla base
delle comunicazioni obbligatorie di cui all’articolo 9-bis, comma
2, del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive
modificazioni, fino ad un massimo di cinque giorni; al termine di
un periodo di sospensione di durata inferiore a cinque giorni
l’indennità riprende a decorrere dal momento in cui era rimasta
sospesa. Nei casi di sospensione, i periodi di contribuzione
legati al nuovo rapporto di lavoro possono essere fatti valere ai
fini di un nuovo
trattamento nell’ambito dell’Assicurazione
Sociale per l’Impiego di cui all’art. 1 del presente decreto.
12. Il beneficiario di DIS-COLL che intraprenda un’attività
lavorativa autonoma, dalla quale derivi un reddito inferiore al
limite utile ai fini della conservazione dello stato di
disoccupazione, deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio
dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne.
La DIS-COLL è ridotta di un importo pari all’80 per cento del
reddito previsto, rapportato al periodo di tempo intercorrente tra
la data di inizio dell’attività e la
data in cui termina il
periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine
dell’anno. La riduzione di cui al periodo precedente è ricalcolata
d’ufficio al momento della presentazione della dichiarazione dei

redditi è tenuto a presentare all’INPS
un’apposita autodichiarazione concernente il reddito ricavato
dall’attività lavorativa autonoma.
13. I soggetti di cui all’articolo 2, commi da 51 a 56 della legge
28 giugno 2012 n. 92 fruiscono
fino al 31 dicembre del 2015
esclusivamente delle prestazioni di cui al presente articolo.
Restano salvi i diritti maturati in relazione agli eventi di
disoccupazione verificatisi nell’anno 2013.
14. Le risorse finanziarie già previste per il finanziamento della
tutela del sostegno al reddito dei collaboratori coordinati e
continuativi di cui all’art. 19, comma 1, del decreto legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni con legge 28
gennaio 2009, n. 2 e all’articolo 2, commi 51 e 56 della legge 28
giugno 2012 n. 92, concorrono al finanziamento degli oneri
relativi alle disposizioni di cui al presente articolo per l’anno
2015.
15. All’eventuale estensione della DIS-COLL agli anni successivi
al 2015 si provvede con le risorse previste da successivi
provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse
finanziarie.

Annunci

2 pensieri su “Jobs Act: i decreti attuativi

  1. Pingback: Disoccupazione giovanile ancora al 40% – Italia quarta in Europa | Inchiesta sul lavoro
  2. Pingback: 43,1% | Inchiesta sul lavoro

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...